La memoria del tempoLe vette delle Dolomiti Lucane che dominano incontrastate la valle del fiume Basento, racchiudono e proteggono, al loro interno, uno tra i "borghi piu' belli d'Italia": Castelmezzano. La radice latina di "Castrum" nel toponimo Castelmezzano (fino al XVIII indicato come "Castrimediani") ne indica un luogo fortificato, un insediamento militare. Nel corso dell'XI sec., dopo la conquista normanna dell'Italia meridionale, il feudo viene assegnato al milite Tommaso di Limburg che per primo ne promuove il titolo nobiliare. Risalgono proprio al periodo normanno i resti dell'antico castello di cui restano visibili i gradini scavati nella roccia che conducevano al posto di vedetta. Il paese si dispone in forma di anfiteatro naturale attorno a Piazza Emilio Caizzo, un cuore della vita sociale castelmezzanese. In essa e' ubicata la chiesa madre Santa Maria dell'Olmo, risalente all'XI sec. Numerose sono le opere pregiate conservate in questa chiesa, tra cui la statua lignea policroma di "Santa Maria dell'Olmo".
Proprio dal restauro delle pareti esterne della chiesa madre e' stata rinvenuta una croce patente, simbolo per eccellenza della maestanza dell' Ordine dei Templari. Molti sono i segni della presenza dei cavalieri dell' ordine del tempio, in questi luoghi: dalla toponomastica delle strade, dalle numerose chiese, non dimenticando soprattutto lo stemma comunale che riproduce proprio quello dell' ordine dei Templari: due cavalieri su un unico cavallo.
Mimmo Cavuoti Sindaco di Castelmezzano
La storia e le origini di Castelmezzano Le origini di Castelmezzano sono datate circa tra il V ed il VI secolo a.C., quando dei coloni Greci penetrarono nella valle del Basento e fondarono un centro abitato chiamato Maudoro, cioe' mondo d'oro. Nel X secolo d.C., le invasioni Saracene costrinsero la popolazione locale a trovare una nuova stabilizzazione. Si narra che, durante l'esodo, un pastore chiamato Paolino scopri' un luogo adatto per trasferirsi, formato da rocce ripide dalle cui cime si potevano respingere gli invasori facendo rotolare massi di pietra. Dopo l'occupazione longobarda, vi si insediarono i Normanni tra l'XI ed il XIII secolo d.C. e vi costruirono un castello (di cui sono ancora visibili i resti delle mura e la gradinata scavata nella roccia che consentiva l'accesso al punto di vedetta piu' alto). Fu proprio dal nome del castello (Castrum Medianum, castello di mezzo) che ne' derivo' quello della cittadinanza, denominato cosi' per via della sua posizione tra quelli di Pietrapertosa e di Brindisi di Montagna. Con i Normanni, Castelmezzano visse un periodo di pace e di sviluppo, con gli Angioini conobbe un forte declino. Nel 1310, il comune fu affidato alla Diocesi di Potenza e nel 1324 a quella di Acerenza. Con l'arrivo degli Aragonesi, tra il XIV ed il XVI secolo, numerosi proprietari terrieri ricevettero come feudo Castelmezzano, sebbene le condizioni economiche e sociali rimasero perlopiu' invariate. Solamente con la nomina del Barone Giovanni Antonio De Leonardis (la cui famiglia governo' la cittadina dal 1580 al 1686), ci fu un certo sviluppo. Successivamente, passo' per via nuziale ai De Lerma, ai quali rimase fino al 1805, anno in cui il Feudalesimo era in estinzione nel sud Italia. Nel XIX secolo, Castelmezzano fu toccata dal fenomeno del brigantaggio. Grazie proprio alla sua collocazione territoriale costituita da nascondigli naturali tra le rocce e vegetazioni rigogliose, fu un rifugio ideale per numerosi briganti. Alla fine del secolo, il comune subi' un forte fenomeno migratorio, che spinse numerose famiglie a trasferirsi oltreoceano. |
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